Prima la calma. Poi la pappa

KONG per cani

I primi libri di cinofilia che ho letto quando ho preso la mia belva sono stati quelli di Jan Fennell, molte delle sue teorie oggi vengono considerate superate tuttavia, in base alla mia esperienza, devo ammettere che alcuni spunti e suggerimenti li metto in pratica ancora oggi dopo tanti anni.

Un’abitudine che mi ha aiutato molto nell’insegnare al mio cane il rispetto di alcuni gesti e delle mie richieste è stata quella di ciò che la Fennell definisce pasto gestuale e che io ho un po’ snellito. Jan Fennell nel suo metodo prevede diverse strategie quotidiane per ridurre la tendenza naturale dei nostri cani a diventare capobranco e una di queste è quella di eseguire sempre un rituale prima della pappa. Riassumendolo: il cane deve assistere alla preparazione del cibo, il padrone deve far finta di assaggiare parte della pappa e poi far mangiare il cane dopo avergli dato il permesso. Perché? Perché tu sei il leader, sei il membro Alpha del gruppo, tutti gli altri sono tuoi gregari e quindi mangiano dopo; questa più o meno è l’idea della Fennell.

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Inizialmente ho eseguito esattamente questa procedura, col tempo poi mi sono limitato, per prima cosa, a fare in modo che il mio cane assistesse alla preparazione della pappa, per fargli capire la mia autorevolezza d’altronde io posso maneggiare e amministrare il cibo, lui no. Dopodiché ho sempre aspettato che si calmasse (qualora fosse sovraeccitato ad esempio), che si mettesse a terra in una posizione di rilassamento (cuccia o seduto)  e che per qualche minuto aspettasse il mio permesso di mangiare.

In genere mentre aspetta porgo sempre verso di lui il palmo della mano (come in segno di “resta”) e dopo poco tempo (inizialmente minuti, poi via via sempre meno) in concomitanza con l’abbassare la mano gli dico “mangia” e lo lascio mangiare tranquillo.

Quello che vedete nel video qui sotto non deve essere assolutamente concesso, il cane non mangia finché non si è rilassato. Se non si rilassa vorrà dire che per una volta starà a digiuno, ti assicuro che non gli farà male ma anzi sarà per lui un’importantissima lezione.

Questa abitudine mi è servita per insegnarli a calmarsi quando vuole ardentemente qualcosa invece di andare in sovra-eccitamento e oltretutto mi ha aiutato a rinforzare costantemente il segnale di “resta” o “stop” con il palmo della mano. Quando adesso in una qualsiasi situazione gli porgo il palmo della mano lui capisce che desidero che si fermi e aspetti pazientemente la mia richiesta successiva.
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