Premiare il cane con il cibo. Giusto o sbagliato?

Pettorina GoPro per cani

Qualche giorno fa ho accompagnato mia mamma nella sua passeggiata mattutina col nostro biondone. Mi sono portato dietro dei bocconcini e li ho usati per rinforzare il contatto visivo (cioè premio il mio cane quando stabilisce col mio sguardo un contatto) e il ritorno in caso di richiamo. Mia mamma è rimasta stupita che si accetti di dare così tanti bocconcini a un cane senza motivo apparente; traduco il pensiero: «quando fa il ruffiano con quegli occhioni io gli do tutto ma anche di più. Se si dimostra educato non vedo il motivo». Eeehh che ci volete fare, come si dice? Piezz e core!

Al di là dell’episodio di vita personale il quesito è piuttosto dibattuto anche tra i professionisti ma la maggior parte è concorde nel dichiarare che premiare l’animale quando fa la cosa “giusta” aiuta a rinforzare un’associazione positiva (cosa giusta -> premio) e non rende il cane dipendente dalla gratificazione perché esso si riserva comunque la possibilità di scegliere se darci retta o no.

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A mio avviso bisogna comunque partire da una profonda autoanalisi: anche noi esseri umani se abbiamo piacere di fare qualcosa è perché essa ci gratifica o in senso materiale (stipendio, qualifica, promozione, benessere ecc) o in senso astratto (facciamo qualcosa per qualcuno perché riceviamo indietro affetto e stima).
Tuttavia quando parliamo di cani questa tecnica di comunicazione (nel senso che ci permette di entrare in contatto non verbale ma associativo) viene spesso criticata perché sembra trasformare il proprietario in una macchinetta distribuisci-cibo.

In realtà se accettiamo il fatto che: non è vero che il cane davanti al cibo farebbe qualsiasi cosa e che non fa una cosa semplicemente perché gliela chiediamo noi, smontiamo le basi su cui si struttura un po’ tutto l’immaginario collettivo: lo fa perché glielo chiedo ->  il cibo mi permette di avere un’arma di ricatto -> se tolgo il premio il cane smette di fare ciò che gli chiedo. Purtroppo è un ragionamento troppo semplicistico e non tiene conto che spesso i nostri cani fanno ciò che gli dichiamo sì perché siamo noi a chiederglielo e perché riceveranno una gratificazione ma sopratutto per la relazione che loro hanno con noi. Più il legame è empatico e maggiore sarà la disponibilità a darci retta ma ancora più importante: più siamo interessanti ai suoi occhi più il cane non esiterà ad assecondare le nostre richieste, ad esempio a tornare da noi se lo chiamiamo.

Il cane esaudisce le nostre richieste se ci ritiene “interessanti”

Questa è la parola chiave: interessanti. Un proprietario che non ha niente di nuovo da offrire al proprio cane, che non usa il tono della voce, che non gioca, che ripete le proprie azioni all’infinito, che quando è fuori richiama il cane solo per rimettergli il collare e tornare a casa è un proprietario poco interessante. La dimostrazione che per i nostri cani questo aspetto è più importante del premio è il fatto che a volte non ci danno retta anche se abbiamo del cibo delle nostre mani. Perché? «Perché te non hai niente di nuovo da offrirmi al momento mentre questo ciuffo d’erba mi sta facendo sentire un odore che non conoscevo! Per non parlare del profumo del sapore di questo bastone marcio!». Il cane ci dà retta non perché abbiamo il cibo ma perché abbiamo imparato a coinvolgerlo e a chiedergli le cose nel modo giusto (giusto = interessante, accattivante, nuovo).

I bocconcini creano dipendenza per tutta la vita?

La risposta è assolutamente no! I premi sotto forma di cibo si usano quando il cane sta imparando un nuovo comportamento. Una volta appreso non sarà più necessario continuare a premiarlo con il cibo anche se tuttavia io consiglio di rinforzare periodicamente alcuni insegnamenti. Ad esempio se esegue lo stesso comando in modo migliore o in condizioni più difficili piene di distrazioni è giusto dargli un bel premio anche per un comportamento che ha imparato mesi o addirittura anni addietro.

Quindi dobbiamo usare i bocconcini come premi sì o no?

Secondo il mio parare la risposta è sì ma con qualche accortezza. I bocconcini permettono a noi di premiarlo con facilità e immediatezza e sono particolarmente apprezzati perché nonostante i milleni di convivenza il cane rimane pur sempre un predatore carnivoro. Tuttavia il mio consiglio è di inserire, in modo alternato, le coccole, le carezze, un gioco che lui ama particolarmente, una palla, il tono di voce e lo sguardo nel sistema di gratificazione dando vita quindi a una dinamica di tipo emotivo. Il premio emotivo e relazionale possono essere una potentissima arma di rinforzo, in questo caso mi riferisco quindi a comportamenti già appresi e piuttosto abitudinari: il seduto, terra, mangia, porta, vieni ecc. sono compiti semplici per i quali, una volta appresi tramite bocconcino, una carezza e un “bravo” possono essere più che sufficienti. Insegnare agility con la  sola ed unica gratificazione emotiva lo vedo un compito arduo (ma non impossibile); il premio dovrà sempre essere proporzionato allo sforzo affrontato.

Qual è la tua esperienza?

Te cosa usi per insegnare i comandi base alla tua belva? Solo bocconcini? Se ti va di raccontarmelo lascia un commento qui sotto al post!

Un pensiero su “Premiare il cane con il cibo. Giusto o sbagliato?

  1. Elga Baravelli

    Io possiedo un bassotto tedesco a pelo ispido, ha un carattere molto particolare è molto permaloso, se siamo in casa è un leone fa la guardia, abbaia a tutti come un matto ma scodinzolando ,infatti se la persona entra lui fa festa, se noi non ci siamo anche coi parenti come i nonni che conosce da quando era cucciolo non si fa trovare e resta immobile in fondo alla cuccia non capiamo perché ! Col cibo ha un rapporto particolare per lui é un dono non lo mangia perché ingordo ma perché è un nostro dono noi mentre glielo diamo lo coccoliamo e gli diciamo bravo! Se glielo buttiamo indifferenti lui mangia tra si è no!!! È già capitato di vederlo dimagrire e non capire il poco appetito ma abbiamo rimediato con le coccole, non riesce a rifiutare il dono che proviene dal suo padrone !! Ho notato che anche per le mie calopsiti allevate di nido è irresistibile il fatto che io doni un semino lo prendono mi fanno una cantatina e il semino se sono piene lo buttano ma lo prendono sempre dalle mie mani quasi come avessero paura ci rimanessi male!

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