Lo sleddog e il sogno di Stefano

camon per cani
Sapete che mi paice raccontare delle belle storie e ancora più spesso mi piace lascaire che siano i diretti interessati a raccontarle. Per questo ho accettato di ospitare con molto piacere un guest post di Stefano Mini: lui ha un sogno a ha bisogno del nostro aiuto per realizzarlo. Non ti anticipo altro, ti lascio direttamente alle sue parole. Buona lettura! _______________________________________

Io ho un rapporto con i cani molto particolare.

Primo perché non ne ho mai avuti né sentivo il bisogno di averne, prima di un anno fa. E secondo perché la mia passione per i cani viene da una disciplina che in pochi hanno mai provato in Italia: lo sleddog.

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Ho vissuto e lavorato per 8 mesi in un grande allevamento di cani da slitta in Trentino, uno degli unici due in Italia che puō competere a livello internazionale. La mia è una storia di amore fulmineo: nel momento esatto in cui ho provato ad andare sulla slitta per la prima volta, ho capito che quella doveva essere la mia vita. Cosė ho lasciato il lavoro, e per 8 mesi mi sono dedicato unicamente ai cani. Purtroppo per lavoro ho dovuto allontanarmi, ma quello che ho imparato lo porterō sempre con me.

Anzitutto, voglio rispondere alla domanda che quasi tutti hanno quando si parla di sleddog: ma i cani vengono maltrattati?

Assolutamente no! Anzi, i cani da slitta in un allevamento serio vengono trattati meglio di un cane d’appartamento tipico, come delle star. Ci sono varie ragioni (non ultima l’amore incondizionato verso gli animali), una delle quali è che stiamo parlando di atleti di alto livello: o sono in condizioni perfette, oppure niente. Un esempio lampante è l’alimentazione: in 8 mesi, non ho mai visto crocchette “normali”. Per la colazione usiamo un mangime specifico per cani da lavoro di altissima qualità (si trova quasi solo nei canali specializzati, a volte nei negozi di animali), diviso fra mangime estivo, invernale (più proteico) e per cuccioli. Mentre per il pasto principale serale, insieme al nostro veterinario (che viene quasi ogni settimana) abbiamo creato un mangime che cuciniamo noi ogni giorno basato su macinato fresco, grasso bovino, riso bollito, verdure, burro, semi di lino e olio di fegato di merluzzo. Più un’integrazione di pesce ogni tanto.

Quando la tua interazione cambia da “un cane in casa” a “un canile con 37 cani da slitta”, molte cose sono diverse. Fra queste, la più importante è forse l’addestramento.

Osservate questa foto:

sleddog Stefano

Una cosa che sfugge ai pių, quando si parla di sleddog, è che non esiste un metodo per controllare direttamente i cani (come con il cavallo): ogni comando è vocale, e anche senza comandi ogni cane deve sapere esattamente ciò che deve fare. E ancora pių difficile, al contrario dell’addestramento normale, non esiste nessuna ricompensa diretta. Non si puō fermare la slitta a ogni decisione giusta, e dare la crocchetta al cane.

Questo crea un rapporto di fiducia totale fra cani e musher (il guidatore), che va oltre la normale fiducia fra due persone. Un cane da slitta segue sempre l’uomo, con la fiducia di chi sa che sta facendo la cosa migliore per lui. Questo perché lo sleddog non è nato come sport, ma come mezzo di sopravvivenza per le popolazioni siberiane e alaskane. Gli uomini avevano bisogno dei cani da slitta per sopravvivere, e vice versa. Se un uomo perdeva la sua slitta durante una battuta di caccia, sarebbe morto da lė a poche ore.

La tradizione di rispetto e fiducia reciproca tipica dello sleddog dura ancora oggi.

L’altra affermazione correlata che sento spesso è: poveri cani, costretti a lavorare!

Per i cani da slitta questo non è un lavoro, ma un gioco. Una parte molto importante del lavoro del musher (conduttore della slitta) è far divertire l’animale il pių possibile. Perché gli husky sono cocciuti, e se non vogliono tirare non tirano. Punto. 😛 I cani sono animali da branco, si divertono un mondo a correre con i loro amici. Quando ce li portiamo in pista, le “riserve” che vengono lasciate momentaneamente a riposo ci rimangono malissimo. Il momento della partenza è molto difficile, perché i cani hanno cosė voglia di partire che in un team grosso servono almeno 2-3 persone per tenerli fermi.

Durante le escursioni turistiche, una delle reazioni pių comuni che ho visto fra la gente è stata quella di stupore nel vedere quanto i cani da slitta volessero tirare. Un paragone che faccio sempre io è: tirare la slitta per questi husky, è come giocare a calcio con un gli amici per un bambino di 10 anni.

Lampante esempio: il video della partenza dell’Iditarod, la più famosa gara al mondo per cani da slitta:

Negli allevamenti buoni è MOLTO raro trovare un cucciolo che, nonostante tutto, non vuole tirare la slitta. In questi casi, lo si vende o regala a una famiglia che lo terra in casa senza farlo correre.

È indispensabile conoscere il carattere del singolo cane, per fare in modo che si diverta in ogni situazione. Ad esempio: Barney è un cane da sprint incredibile, ma ha paura della gente che non conosce quindi non farā mai turismo con i bambini che gli saltano addosso. Fanta invece adora il contatto fisico, ma si blocca nella neve fresca: quindi farā solo turismo su una pista ben battuta.

Dall’altra parte abbiamo il musher, ossia l’uomo che guida la slitta. Che contrariamente a quello che si pensa, non è solo il tizio che sta in piedi e si fa trasportare. Fare sleddog richiede preparazione fisica, sia forza che resistenza. Mi resterā sempre in mente l’esempio di questo tedesco in buona forma sui 50 anni, che giā conosceva tutto sui cani e sembrava pronto a spaccare il mondo. Dopo 10 minuti in slitta, era piegato in due dalla fatica. Questo è un caso estremo, ma anche un giro di pochi minuti vi darā il fiatone.

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Il mio consiglio: se vi piacciono i cani, provate lo sleddog almeno una volta nella vostra vita: è un mondo completamente diverso, nel quale il rapporto fra uomo e cane raggiunge il massimo livello. E ne sono sicuro, rimarrete incantati. I due allevamenti migliori che fanno escursioni che conosco, e che consiglio, sono Dog Sled Man (in Valle d’Aosta) e Athabaska (in Trentino).

Il mio sogno

Ragazzi, ora ho bisogno del vostro aiuto per coronare il mio sogno.

Voglio partecipare alla Fjallraven Polar, un’avventura di 300 km in 6 giorni al Circolo Polare Artico con i miei più fidati amici: i cani da slitta. È qualcosa che non è mai stata fatta da un italiano.

Ma per farlo devo classificarmi primo in una votazione online, per vincere la sponsorizzazione e coprire i grossi costi. È difficile ma posso farcela: con giā 5.300 voti sono 2° al mondo su oltre 800 partecipanti. C’è tempo fino al 12 dicembre per votare, ecco il link:

http://www.fjallravenpolar.com/show-all-contributions/?fbid=773463293

Promesso, vi prende 15 secondi massimo, basta un click. E in più avete la possibilitā di vincere un capo Fjallraven, che costa centinaia di euro. 🙂

Grazie in anticipo per il sostegno.

P.S. Per chi fosse interessato a scoprire qualcosa di più su di me e il mio sogno: http://stefanomini.com/polar/it

E se vi sentite particolarmente generosi oggi, potete condividere la notizia su Facebook per piacere? 🙂
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Un pensiero su “Lo sleddog e il sogno di Stefano

  1. zil

    Oggi su Fox Sports c’è Newcastle-Chelsea, in diretta alle ore 13.45 con il commento tecnico di Paolo Di Canio. Domenica, invece, in primo piano ci sono il derby di Barcellona, live alle ore 17.00, e la finale dell’MLS tra Los Angeles Galaxy e New England Revolution, in diretta alle ore 21.00 con il commento tecnico di Marco Donadel.

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