Se un leone potesse parlare – Stephen Budiansky

seresto per cani

Titolo: Se un leone potesse parlare.
L’intelligenza animale e l’evoluzione della coscienza
Autore: Stephen Budiansky
2007, 313 p., brossura

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Lo scopo principale con cui Stephen Budiansky ha scritto questo libro è quello di rispondere a una domanda su tutte, gli animali possono pensare? Se pensano, secondo quali modelli mentali lo fanno? Questo quesito è stato protagonista degli ultimi decenni in biologia, etologia e psicologia nella speranza di poter capire se gli animali comunicano, ragionano, calcolano e mentono.

La risposta che ha una prima analisi è sempre stata data, ha riscontrato una certa somiglianza tra i nostri e i loro comportamenti, attribuendogli semplicemente un’intelligenza inferiore. In questo libro l’autore vuole dimostrare che analizzare il regno animale da questa prospettiva è totalmente deviante al fine di un’analisi attenta e rispettosa. L’errore principale che viene fatto secondo Budiansky, da parte di molti studiosi, è la tendenza a vedere negli animali l’immagine riflessa della specie umana, l’intera osservazione risulta quindi schiava dell’antropomorfismo che ha caratterizzato gran parte della ricerca scientifica degli ultimi anni, portando spesso alla conclusione che l’uomo sia il massimo livello evolutivo raggiunto in natura.
Una tale prospettiva porta a riconoscere come intelligenti solo qugli atteggiamenti animali che mimano quelli dell’uomo, ma secondo l’autore la verità è che ogni specie ha propri comportamenti, sviluppati nel tempo, non comparabili con quelli di specie diverse.

La visione superficiale che vede come degno nella matura solo quello che c’assomiglia, ci sembra quindi priva di senso e meschina. Noi definiamo l’intelligenza e i sentimenti in termini umani, e così facendo ci precludiamo la possibilità di vedere il prodigio della diversità della vita che l’evoluzione ha forgiato sulla terra. L’intelligenza che ogni specie di spiega è già abbastanza meravigliosa in se stessa; è stupidaggine e antropomorfismo della peggior specie insistere che per essere veramente meravigliosi bisogna essere come noi.

Stabilire chi sia più intelligente in base ad un’analisi comparativa è fondamentalmente sbagliato, la domanda giusta da porsi è se una data specie si sia adattata in modo funzionale al proprio habitat. Budiansky dimostra come gran parte degli esperimenti effettuati per studiare l’intelligenza animale siano il frutto dell’antropomorfismo di cui lui parla, ma afferma anche che le moderne scienze cognitive e la nuova scienza dell’ecologia evolutiva sc stanno dimostrando come il pensiero animale sia estremamente complesso. Da ciò deriva la citazione di Wittgenstein dalla quale è stato tratto il titolo del libro “se un leone potesse parlare non riusciremo a capirlo“.

Il libro è estremamente interessante, è scritto in modo fluido e scorrevole. Riporta numerosi dati scientifici frutto di ricerche di anni, e offre al lettore notevoli e svariati spunti di riflessione e un nuovo punto di vista con il quale osservare il mondo circostante.

Estratti:
– Budiansky, Stephen “Semplive apprendimento associativo
– Budiansky, Stephen “Il problema dell’abbaiare
– Budiansky, Stephen “Cosa capiscono i cani di quello che gli diciamo?
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